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Svizzera

Il Parlamento deve garantire il rispetto dei diritti umani da parte delle federazioni sportive

In Svizzera sono necessarie misure efficaci per garantire che le federazioni sportive con sede nel paese rispettino i propri obblighi di due diligence in materia di diritti umani. Amnesty International e la coalizione internazionale Sport & Rights Alliance chiedono al Parlamento svizzero di sostenere due postulati che mirano a far sì che le federazioni sportive siano chiamate a rispondere della propria responsabilità in termini di rispetto dei diritti umani, derivante dalle attività commerciali che gestiscono in quanto aziende.

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La Svizzera ospita oltre 50 federazioni sportive internazionali, le cui attività commerciali e i ricavi generati all'estero sono pari a quelli di multinazionali di medie dimensioni. La FIFA, con sede a Zurigo, ha generato un fatturato record di 7,5 miliardi dai recenti Mondiali di calcio. A Losanna il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), appartiene a una categoria simile in termini di fatturato. I profitti delle federazioni sportive aumentano di torneo in torneo, ma la loro performance in materia di diritti umani migliora solo provvisoriamente, se non migliora affatto. Ad oggi, in Svizzera mancano misure efficaci per far sì che le federazioni sportive si accollino i propri obblighi in materia di due diligence e verificare che questo avvenga realmente.

"In Svizzera, gli strumenti e le misure attuali sono tutt'altro che sufficienti per obbligare le federazioni sportive con sede nel paese a rispettare la loro due diligence in materia di diritti umani", afferma Lisa Salza, responsabile del settore Sport e i diritti umani di Amnesty International Svizzera. "Le federazioni inoltre non adempiono sufficientemente al proprio dovere di risarcire adeguatamente le persone colpite da violazioni dei diritti umani di cui le federazioni sono in parte responsabili. Un buon esempio è la Coppa del Mondo maschile in Qatar che, poiché per troppo tempo la FIFA non ha previsto misure a tutela dei diritti umani, ha portato allo sfruttamento di centinaia di migliaia di lavoratori migranti. Molte delle persone sfruttate non sono ancora state adeguatamente risarcite. I Giochi invernali di Pechino hanno anche dimostrato come le promesse di garantire la libertà di espressione e dei media siano inefficaci se il CIO non si impegna attivamente affinché siano mantenute".

In una lettera aperta, Amnesty International e Sport & Rights Alliance (SRA), una coalizione internazionale che lavora per sancire i diritti umani e combattere la corruzione nello sport, chiedono al Consiglio Nazionale di agire e di adottare due postulati sulla responsabilità delle federazioni sportive in materia di diritti umani. I postulati 21.4444, 'Come fa il Consiglio Federale a garantire che la Fifa e il CIO mantengano i loro impegni'; e 22.4206 'Diplomazia dello sport. I grandi eventi devono rispettare gli obblighi di diligenza in materia di diritti umani' saranno messi ai voti l'8 giugno.

Al Consiglio Federale viene richiesto di presentare una relazione che analizzi se e in quale misura la FIFA e il CIO rispettano le Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani (UNGP). Inoltre, deve essere sviluppata una strategia per i rapporti della Svizzera con i principali eventi sportivi internazionali in materia di due diligence sui diritti umani. Amnesty International e Sport & Rights Alliance sostengono queste richieste e la necessità che il Governo svizzero monitori più efficacemente le federazioni sportive e le ritenga responsabili delle loro azioni.

"È ora che la Svizzera si dimostri all'altezza del suo ruolo di Paese ospitante delle federazioni sportive più grandi e influenti del mondo", ha dichiarato Andrea Florence, Direttrice di Sport & Rights Alliance, "Quali rappresentanti delle persone più colpite da abusi nello sport, abbiamo assistito troppo spesso ad violazioni evitabili nei Paesi scelti dalle federazioni per ospitare i loro principali eventi sportivi. Chiediamo al Governo svizzero di adottare misure efficaci per garantire che le federazioni sportive globali siano all'altezza delle proprie responsabilità in materia di diritti umani".

L’opinione pubblica chiede misure forti

La necessità di misure forti per garantire la dovuta diligenza in materia di diritti umani è sempre più riconosciuta e richiesta. Secondo un sondaggio condotto nell'agosto 2022 da YouGov per conto di Amnesty International, il 68% della popolazione svizzera ritiene che il rispetto dei diritti umani debba essere uno dei criteri principali nell'assegnazione di eventi sportivi come la Coppa del Mondo di Calcio o i Giochi Olimpici. In Svizzera questo criterio ha raccolto lo score più elevato di tutti gli altri proposti - superiore a quello della qualità delle infrastrutture, per esempio – ed è il più elevato rispetto a tutti gli altri 15 paesi che hanno partecipato all’indagine. Un dato che riflette le aspettative elevate aspettative da parte della popolazione svizzera nei confronti delle federazioni sportive, in linea con il sostegno ottenuto in votazione popolare dalla proposta di una legge vincolante sulla responsabilità aziendale nel 2020, che tuttavia era stata respinta dai Cantoni.

"Per noi è chiaro: se le aziende e le federazioni sportive vogliono continuare a raccogliere lauti guadagni all'estero, questo non deve avvenire a spese dei diritti umani e dell'ambiente", afferma Lisa Salza. "I numerosi fallimenti in materia di diritti umani della Coppa del Mondo in Qatar o dei Giochi Olimpici Invernali a Pechino dimostrano che le misure esistenti per ritenere le organizzazioni sportive responsabili della loro due diligence non funzionano. Molti dei lavoratori migranti sfruttati per la Coppa del Mondo in Qatar sono ancora oggi in attesa di un adeguato risarcimento, e questo nonostante la politica sui diritti umani orgogliosamente sbandierata dalla Fifa".

Un primo passo in questa direzione sarebbe l'adozione dei due postulati che saranno discussi in Parlamento questa settimana e il cui obiettivo è garantire che le 'multinazionali dello sport' rispettino il loro dovere di responsabilità. Amnesty International chiede inoltre al Consiglio federale di mantenere la promessa di allinearsi all'UE in termini di legislazione sulla responsabilità aziendale. Per mantenere questa promessa, la Svizzera deve promulgare una legge forte sulla responsabilità delle imprese, analoga a quella che l’UE sta per adottare.