Amnesty International rende pubblica la propria politica in materia di aborto rivista

L'accesso all'aborto sicuro è una componente essenziale di una società giusta ed equa ed è indispensabile per la realizzazione di tutti i diritti umani. Nel settembre 2020 Amnesty International ha reso pubblica la sua politica sull'aborto rivista così da essere in linea con l'evoluzione del diritto e degli standard relativi ai diritti umani. Questa policy permette all'organizzazione di condurre un lavoro rafforzato di campagna e di advocacy sull'aborto e di sostenere meglio i movimenti locali per la difesa dei diritti sessuali e riproduttivi.

Il documento riconosce l'aborto, praticato nel rispetto dei diritti umani, dell'autonomia e della dignità, come un diritto di ogni persona che può avere una gravidanza. Amnesty International chiede inoltre l'accesso universale all'aborto sicuro e alle cure e alle informazioni ad esso correlate, nonché la sua totale depenalizzazione. 

"La nostra politica rivista è stata elaborata in consultazione con esperti di diritti umani, operatori sanitari e il movimento Amnesty International, e si basa su anni di ricerca e impegno con ragazze e donne le cui vite sono state distrutte da leggi restrittive. Continueremo a chiedere ai governi di rispettare l'autonomia riproduttiva e a condurre campagne affinché l'aborto sicuro sia accessibile a chiunque lo desideri, senza discriminazioni, costrizioni o stigmatizzazioni", ha dichiarato Rajat Khosla, direttore del lavoro di ricerca e advocacy di Amnesty International. 

Gli strumenti e le norme giuridiche internazionali in materia di aborto hanno subito notevoli cambiamenti nell'ultimo decennio. In linea con questa evoluzione, Amnesty International ha aggiornato la propria politica per essere in grado di combattere meglio tutte le violazioni dei diritti umani dovute alla criminalizzazione dell'aborto, per sostenere l'eliminazione di tutti gli ostacoli all'aborto sicuro e per promuovere la giustizia in materia di riproduzione, di genere e in ambito economico. 

La politica rivista di Amnesty International: 

  • riconosce che ogni persona in grado di avere una gravidanza ha diritto all'aborto 
  • chiede l'accesso universale all'aborto sicuro, il più presto possibile e il più tardi necessario, nonché la fornitura di assistenza post-aborto e di informazioni basate su dati di fatto in materia di interruzione di gravidanza 
  • riconosce che le decisioni relative alla gravidanza e all'aborto incidono direttamente su tutti i diritti umani 
  • chiede l'abolizione di tutte le disposizioni legislative e politiche dei Paesi che puniscono penalmente o sanzionano in altro modo l'aborto, e la cessazione delle sanzioni nei confronti delle donne, delle ragazze e di tutte le persone in stato di gravidanza, degli operatori sanitari e di tutte le altre persone che hanno ottenuto o fornito servizi di aborto o hanno contribuito alla fornitura di tali servizi 
  • chiede che siano riformate le leggi e le politiche che limitano l'accesso all'aborto a circostanze specifiche 
  • conferma che la protezione dei diritti umani inizia alla nascita della persona, in conformità con il diritto internazionale 
  • chiede agli Stati di rispettare i diritti economici e sociali promuovendo politiche che offrano alle persone in stato di gravidanza la possibilità di prendere liberamente le decisioni che le riguardano in materia di procreazione, compreso l'accesso all'assistenza sanitaria, alla sicurezza sociale e ai mezzi che consentono di raggiungere un tenore di vita adeguato. 

«L'aborto non è una questione isolata. Privare le persone del diritto di prendere decisioni sul proprio corpo perpetua le disuguaglianze di genere ed economiche e alimenta lo stigma e la discriminazione», ha affermato Rajat Khosla. 

«Riconosciamo che l'interruzione della gravidanza è un argomento estremamente complesso, ma gli approcci punitivi non risolvono i numerosi problemi sociali, economici e personali che spingono le persone a interrompere la gravidanza. La completa depenalizzazione dell'aborto è indispensabile per la protezione dei diritti umani e consente di prevenire ulteriori decessi e lesioni dovuti ad aborti praticati in condizioni pericolose».