Le persone socie di Amnesty avvertono che i progetti politici e i discorsi sociali che puntano sull’emarginazione e sull’isolamento minano i diritti fondamentali e mettono a rischio la coesione sociale. L’iniziativa dell’UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» mette in discussione accordi vincolanti sui diritti umani come la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e minaccia i gruppi particolarmente vulnerabili.
«In tempi di incertezze globali e di crescenti politiche autoritarie e xenofobe, la Svizzera deve rimanere fedele ai propri obblighi in materia di diritti umani. Tenere lontane le persone sulla base di quote demografiche contraddice i valori fondamentali di una società aperta, democratica e solidale», si legge nella risoluzione approvata in assemblea.
Allo stesso tempo, l’Assemblea generale di Amnesty Svizzera invita a opporsi con coerenza agli Stati e alle multinazionali che attaccano il diritto internazionale e i diritti umani universali. Le persone socie della Sezione svizzera di Amnesty, in un’altra risoluzione, esortano la Svizzera a far sentire la propria voce a difesa dei diritti umani e a schierarsi inequivocabilmente a sostegno di istituzioni quali l’ONU e la Corte penale internazionale. La minaccia rappresentata dalle forze autoritarie non deve essere tacitamente accettata né tantomeno favorita da una politica commerciale e di esportazione contraria ai diritti umani.
«In tempi di crescente polarizzazione e tendenze autoritarie, la Svizzera deve essere una voce chiara, visibile e affidabile a favore dei diritti umani, del multilateralismo e del diritto internazionale. Come società, dobbiamo opporci alla politica di potere autoritaria e difendere l’umanità», ha affermato Alexandra Karle, direttrice di Amnesty Svizzera.
Le risoluzioni sono allegate al presente comunicato stampa (in francese e tedesco)
Argomenti di Amnesty contro l’iniziativa «NO a una Svizzera da 10 milioni!».